lunedì 24 gennaio 2011

School of Rock vs Talent Show

Talento e Televisione. Questi i temi dell'incontro tenutosi martedì 11 gennaio nei locali di Ingegneria del Cinema e che rientra nel concorso College-Sound per band emergenti che vogliono promuovere non solo la propria musica, ma anche tutto l'aspetto comunicativo: musica, comunicazione della personalità, grafica e videoclip.



L'incontro ha avuto come ospiti Carlo Pastore, conduttore di programmi televisivi, Luca “Vicio” Vicini, bassista dei Subsonica e produttore e le Yavanna, gruppo musicale che ha partecipato alla scorsa edizione di Xfactor. Il cuore della discussione era incentrato sul metodo migliore per entrare nel mondo musicale e, sopratutto, per rimanerci e ottenere credibilità.
“Il Talent Show  ci ha dato una grande opportunità di farci conoscere, ma ha trasformato anche  la nostra musica in un gioco. Quando cala il sipario e le luci si spengono, rimane una forte sensazione di isolamento e di velocità, senza poter davvero controllare gli eventi che stanno capitando” dicono le Yavanna, avendo provato sulla propria pelle l'esperienza di Xfactor.
Secondo Carlo Pastore, dobbiamo tornare ad auto-produrci tutto, dalle idee, ai contenuti, alla musica. Avere in mano l'espressione di sé è fondamentale se si vuole esprimere un messaggio. E poi, che piaccia o no, bisogna uscire dal dogmatismo musicale che spesso prevale nella musica alterativa e di nicchia. La musica ha un senso se ascoltata ai concerti, se è trasmessa alla radio o se finisce in un clip di MTV.
Equilibrio, ribadisce Vicio, tra visibilità e percorso artistico. È indubbio che per un gruppo partecipare ad un Talent sia un enorme vantaggio, ma può diventare un'arma a doppio taglio: la discesa può essere rapida come l'ascesa, perdendo in credibilità.
Le strade, come sempre, sono due: la via più breve del gioco televisivo ti permette un enorme visibilità, mettendoti però nelle mani di discografici e pubblicitari che ti vogliono solo spremere.
Dall'altra il percorso errante della band sballottata da un locale ad un altro porta a una maggiore crescita artistica, ma il rischio e di suonare sempre per gli stessi amici ed evitare il “salto” verso il mondo, là fuori.
Più della tecnica, più della bellezza o della presenza, un giovane artista deve tirare fuori la personalità e suonare con il fuoco negli occhi e nelle dita, questo il consiglio che arriva da tutti gli ospiti. Senza precludersi nessun percorso, con la certezza che le canzoni, se sono belle, non rimangono nel cassetto.

D.B.